Dietro Territori Asia c'è una storia che parte da lontano: l'intervista a Elia, founder di Territori Viaggi
Dietro Territori Asia c’è una storia che parte da lontano: l’intervista a Elia, founder di Territori Viaggi
Dal 2007 Territori Viaggi accompagna migliaia di viaggiatori alla scoperta del mondo con un approccio basato sulla conoscenza diretta delle destinazioni, sulla cura delle relazioni e su un’organizzazione costruita sul campo. Oggi quella stessa filosofia vive anche in Territori Asia. Abbiamo intervistato Elia, founder del progetto, per ripercorrere la storia dell’azienda e capire come è nata questa nuova avventura.
Elia, come nasce Territori Viaggi?
«La storia inizia ancora prima del turismo. Tra il 2001 e il 2006 lavoravo in un settore completamente diverso: seguivo cantieri stradali tra Mozambico e Sudafrica. È stato proprio quel lavoro a farmi innamorare dell’Africa.
Quello che mi colpiva non erano solo i paesaggi, ma le persone, la natura, i ritmi di vita. Più passava il tempo, più sentivo il desiderio di approfondire quella realtà. Così ho frequentato un corso per diventare guida naturalistica nel Parco Kruger e lì ho capito che avrei voluto trasformare quella passione in qualcosa di concreto.
L’idea era semplice: far conoscere ad altre persone i luoghi che avevo imparato ad amare.»
E così nasce Territori Africa?
«Esatto. Nel 2007 abbiamo fondato Territori Africa.
All’epoca eravamo tra i pochi tour operator italiani specializzati nell’Africa Australe. Internet era agli inizi e il nostro primo gruppo è nato quasi esclusivamente grazie al passaparola. Le prime destinazioni sono state proprio quelle che conoscevo meglio, come Mozambico e Sudafrica, dove avevo vissuto e lavorato.
Da lì il progetto è cresciuto naturalmente. Abbiamo aggiunto destinazioni come Botswana e Kenya e, anno dopo anno, sempre più persone hanno deciso di affidarsi a noi.»
Cosa è cambiato in quasi vent’anni di attività?
«È cresciuta soprattutto l’esperienza.
Abbiamo costruito una rete di collaboratori che condividono il nostro modo di lavorare e oggi possiamo contare su sedi a Verona e Roma, oltre a una presenza diretta in Africa.
Due anni fa abbiamo aperto una sede operativa in Botswana, con personale e veicoli di proprietà. Per noi è stato un passo importante perché significa lavorare senza intermediari, avere maggiore controllo sulla qualità dei servizi e poter intervenire rapidamente quando serve.
Questo ci permette di offrire un’esperienza più curata e un ottimo rapporto qualità-prezzo.»
Durante il Covid nasce invece Territori Asia. Com’è successo?
«Paradossalmente, proprio quando il turismo si è fermato.
Durante quei due anni abbiamo deciso di guardare avanti. Insieme a Daniele abbiamo iniziato a costruire il progetto Territori Asia, studiando le destinazioni, selezionando i partner locali e progettando nuovi itinerari.
Quando è stato possibile ripartire, eravamo pronti.»
Perché proprio l’Asia?
«In parte è stata un’evoluzione naturale.
Molti clienti che viaggiavano con noi in Africa avevano ormai visitato diverse destinazioni e ci chiedevano qualcosa di nuovo, ma con lo stesso livello di organizzazione, assistenza e autenticità.
L’Asia ci è sembrata il continente ideale per continuare questo percorso. Naturalmente è un mercato diverso dall’Africa, ma la filosofia resta identica.»
Qual è la filosofia che accomuna Territori Africa e Territori Asia?
«Siamo un piccolo tour operator e crediamo che questa sia la nostra forza.
Non lavoriamo sui grandi numeri. Preferiamo seguire ogni richiesta con attenzione, conoscere i nostri clienti e costruire insieme il viaggio più adatto alle loro esigenze.
Chi ci contatta parla con persone che conoscono davvero le destinazioni, e non con un call center.
Quando organizziamo i nostri gruppi c’è sempre uno di noi o qualcuno del nostro team. Questo ci permette di mantenere un rapporto diretto con i viaggiatori e garantire la qualità che vogliamo offrire.»
Come inizia il percorso di un cliente?
«Molte persone ci trovano attraverso Google.
Non cercano un viaggio generico: spesso hanno già in mente una destinazione precisa, come Vietnam, Laos o Asia Centrale.
Da quel momento inizia la consulenza. Ascoltiamo le esigenze del cliente, personalizziamo l’itinerario e, quando serve, consigliamo anche destinazioni alternative.
Può capitare, ad esempio, che qualcuno voglia visitare Vietnam e Laos ad agosto. In quel caso spieghiamo che è il periodo delle piogge e proponiamo soluzioni più adatte. Preferiamo essere sinceri piuttosto che vendere un viaggio che potrebbe non soddisfare le aspettative.»
Quanto conta l’assistenza durante il viaggio?
«Moltissimo.
Cerchiamo di essere presenti senza essere invadenti. All’inizio del viaggio mandiamo sempre un messaggio ai clienti per assicurarci che sia tutto a posto e rimaniamo disponibili per qualsiasi necessità.
Se emerge un problema interveniamo subito.
Pochi giorni fa, ad esempio, una famiglia arrivata in Sudafrica non si è trovata bene nella struttura prevista. Ci siamo attivati immediatamente e abbiamo organizzato il trasferimento in un altro hotel nel giro di pochissimo tempo.
Per noi l’assistenza non finisce con la partenza.»
Che tipo di viaggiatori si affidano a voi?
«Abbiamo un pubblico molto vario.
Molti clienti hanno più di cinquant’anni e cercano un’organizzazione completa, senza doversi preoccupare dei dettagli. Ma organizziamo anche viaggi di nozze, piccoli gruppi di amici e itinerari per viaggiatori più giovani che desiderano vivere esperienze autentiche.
Quello che accomuna tutti è la voglia di scoprire un Paese andando oltre i classici itinerari turistici.»
Qual è il feedback che ricevete più spesso?
«Che i clienti si sentono seguiti.
Ci dicono che apprezzano la disponibilità, la consulenza e il fatto di parlare con persone che hanno vissuto davvero i luoghi che propongono.
Per noi è il complimento migliora, perché significa che il rapporto umano continua a fare la differenza.»
Guardando al futuro, quali sono i prossimi obiettivi?
«Vogliamo continuare a far crescere Territori Asia, selezionando i migliori partner locali e ampliando le destinazioni mantenendo gli stessi standard qualitativi.
Ci piacerebbe anche collaborare con creator e influencer che condividano il nostro modo di viaggiare, per raccontare l’Asia attraverso esperienze autentiche e non semplicemente attraverso immagini da cartolina.»
Se un viaggiatore dovesse ricordarsi una sola cosa di Territori Viaggi, quale dovrebbe essere?
«Che dietro ogni viaggio ci sono persone che hanno vissuto quei luoghi in prima persona.
Non vendiamo semplicemente una destinazione. Mettiamo a disposizione la nostra esperienza, i rapporti costruiti negli anni e la passione che ci ha portato, quasi vent’anni fa, a trasformare un sogno in un lavoro.
È questo lo spirito con cui è nata Territori Africa ed è lo stesso che oggi guida anche Territori Asia.»
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