La Corea del Sud occupa la parte meridionale della penisola coreana e il suo territorio è prevalentemente montuoso, tanto che i territori adibiti ad agricoltura sono soltanto il 30% della superficie. Al largo della penisola sono distribuite circa 3000 isole, in gran parte piccole e disabitate. Anche se non esiste una religione di stato, la costituzione garantisce la libertà di religione; sebbene circa la metà della popolazione non esprime alcuna preferenza religiosa, il 30% invece si professa cattolico e il 23% si professa buddista. La cucina coreana non possiede una vera e propria tradizione gastronomica e i piatti tipici, di norma, sono condivisi con quelli della Corea del Nord.
In Corea, l’estate è calda e umida ed è soggetta agli influssi dei monsoni che portano piogge abbondanti e continue nei mesi di luglio e agosto, anche sottoforma di tifoni. I tifoni possono scaricare grandi quantità di piogge e sono accompagnati da forti venti; l’impatto più violento si ha nella costa meridionale e nell’isola di Jeju. L’inverno, invece, il clima è continentale secco, con temperature rigide anche durante il giorno. Per questo motivo, i periodi migliori per visitare la Corea del Sud sono durante la primavera oppure durante l’autunno, in particolare tra aprile e maggio oppure tra settembre e ottobre quando le precipitazioni sono più contenute e le temperature miti
Fuso orario: +8 ore (o +7 quando in Italia vige l’ora legale) rispetto all’Italia. In Corea del Sud è accettata la patente internazionale di guida, indipendentemente se modello convenzione di Ginevra oppure convenzione di Vienna. Il senso di marcia è a destra, come in Italia e si sorpassa a sinistra. In Corea è usato il sistema metrico decimale e l’energia elettrica è a 220V. Le prese di corrente sono di tipo C ed F per cui non è necessario munirsi di adattatori. Per visti, salute e sicurezza, invece, il rimando corretto resta Viaggiare Sicuri.
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